Industry 4.0: connettività e integrazione sono le parole chiave

L’Industry 4.0 nasce con la diffusione di “oggetti intelligenti” e grazie allo sviluppo del digitale. Secondo quanto riportato da Data Manager Online “Nel mondo, dal 2015 al 2020, si prevede che la spesa ICT degli end users (consumatori, organizzazioni private e pubbliche) è destinata a crescere con incrementi annuali superiori al 15 per cento. IDC prevede che passerà da 625 miliardi di dollari nel 2015 a 1.290 miliardi di dollari nel 2020, e la spesa per moduli, sensori, device e connettività è destinata a generare più del 40 per cento del valore annuale del totale mercato, con una base installata di oggetti connessi in crescita prepotente: da 12,1 miliardi alla fine del 2015 a più di 30 miliardi di unità nel 2020.”

In questo contesto è chiaro come la comunicazione con le macchine e con gli oggetti sempre connessi possa avvenire solo con una connessione sempre disponibile e affidabile.

Le informazioni che si possono ottenere grazie all’IoT sono veicolate tramite endpoint connessi via IP e un complesso insieme di tecnologie integrate (dispositivi, hardware, infrastrutture cloud, storage, ecc.) permette il trasferimento di tali informazioni.

La connettività è alla base del concetto di Industry 4.0 e la digital transformation riguarda proprio le informazioni ottenute in tempo reale che devono essere sempre disponibili.

In questo ambito, oltre alla connettività vera e propria è bene prestare attenzione anche alla sicurezza delle reti poiché con la sempre maggiore integrazione fra oggetti connessi, le possibilità di attacco crescono inevitabilmente.

Connettività performanti, velocità di scambio e alti livelli di efficienza, ma anche protezione delle reti e dell’endpoint: questa è l’offerta di Igs Connect per le imprese che vogliono avviare la propria digital transformation e competere sul mercato.